Favole Classe 1^D

 

 

 

 

 

Le alunne e gli alunni della I D rielaborano episodi, del loro vissuto quotidiano a scuola, scrivendo favole.

Il secondo episodio rielaborato riguarda “Un alunno che deride un compagno”.

 

DELITTO A SCUOLA DELLA GIUNGLA

Un giorno la scimmia, di nome Lina, e la sua compagna lucertola, di nome Gina, andarono alla scuola della giungla.

Gina era molto tranquilla, studiosa e rispettosa delle persone, mentre Lina era indisciplinata e non rispettava mai nessuno.

All’ultima ora di scuola l’insegnante struzzo assegnò dei compiti che servivano come preparazione di una verifica.

Gina studiò e scrisse talmente tanti appunti che le vennero i calli alle mani.

Lina, invece, andò a giocare con i suoi amici animali.

Ovviamente Gina prese dieci alla verifica, mentre Lina prese un bruttissimo voto.

Lina era molto arrabbiata… così arrabbiata che per la rabbia prese a pugni Gina nel bagno.

L’insegnante la vide e le disse: «Come ti permetti! Verrai sospesa per due anni!».

Lina trovandosi in quella brutta situazione prese una mazza e uccise la sua compagna e il suo insegnante.

Dopo molti giorni i poliziotti andarono a scuola a osservare la scena del delitto e, servendosi delle videocamere della scuola, scoprirono l’assassina.

Così Lina venne messa in carcere con il massimo della pena.

La morale è: chi si comporta male, prima o poi la paga.

Lorenzo Giannachi

 

L’ELEFANTE, VIENE IN SOCCORSO

Nella foresta c’erano la scimmia, la lucertola e l’elefante.

La scimmia prendeva sempre in giro la lucertola per il suo aspetto fisico.

Un giorno gli insulti, che la scimmia lanciava contro la lucertola, giunsero alle grandi orecchie dell’elefante.

L’elefante, con la proboscide, afferrò la scimmia e la tenne sospesa.

La scimmia iniziò a gridare e a chiedere aiuto.

«Perché ti lamenti?...», chiedeva l’elefante, «questo è quello che ti meriti per aver deriso la lucertola!».

«Scusa lucertola, non ti prenderò più in giro…», piagnucolò la scimmia.

L’elefante emise un barrito e lasciò la scimmia che, con un piccolo capitombolo, si ritrovò stesa a terra.

Dalla faccia spaventata che aveva si capì che aveva imparato la lezione.

Irene Lotti

 

IL DIO

C’era un Dio elefante, che si chiamava Antony, che andava in giro nella foresta.

E vide una scimmia che prendeva in giro una lucertola chiamandola ‘secchiona’.

Il Dio Antony disse alla scimmia:

«Lascia in pace quella povera lucertola!».

E la scimmia rispose:

«E tu chi sei, a comandarmi!?!...».

Rispose il Dio Antony:

«Io sono il Dio degli animali!».

Christian Stranieri

 

LA GAZZETTA DELLA GIUNGLA

La scimmia Luigia viveva su un albero, la sua vicina era la lucertola Rosalia.

Luigia prendeva sempre in giro Rosalia, perché ogni giorno tornava a casa senza coda.

Un giorno venne a far visita a Rosalia l’elefante Billy, che era suo cugino e faceva il giornalista.

Mentre Billy entrava in casa di Rosalia alla sua lunga e sensibile proboscide arrivò, dall’albero di Luigia, un odorino puzzolente: Billy, istintivamente, si voltò verso l’albero di Luigia che stava ridendo a crepapelle.

L’elefante entrato in casa di sua cugina le chiese per quale ragione, la scimmia, avesse così tanto da ridere. Rosalia gli raccontò che Luigia la derideva perché, quotidianamente, perdeva la coda.

Billy si precipitò in redazione a scrivere il pezzo di cronaca.

L’indomani, sulla Gazzetta della Giungla, l’articolo di Billy apparve, in prima pagina, con un titolo a caratteri cubitali: “La scimmia Luigia, quando ride a crepapelle, non trattiene le puzzette”.

La gazzetta andò a ruba.

Luigia fu così imbarazzata che non uscì più di casa per un anno.

Antonia Lamarina

 

LA SCIMMIA ANTIPATICA

Una scimmia, che stava mangiando della gustosissima frutta sul suo albero, si accorse di una lucertola che, a terra, mangiava insetti.

La scimmia si mise a ridere e con tono sprezzante disse: «Io sono qui in alto a mangiare dell’ottima frutta, mentre tu sei a terra a mangiare degli insetti molto schifosi… ah ah ah...».

Passava, in quel momento, sotto l’albero della scimmia, un elefante.

L’elefante, con la sua proboscide, scosse i rami e la scimmia cadde al suolo.

«Ti è passata la voglia di ridere, ora che dalla frutta sei passata a mangiare la polvere!», esclamò l’elefante.

L’elefante, alzata una zampa minacciosa sopra la scimmia, concluse: «E se rifletti che io ti potrei schiacciare come se tu fossi un insetto, ti passa anche la voglia di essere sprezzante!».

Sofia Rizzo

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